Programma Elettorale
PROGRAMMA ELETTORALE ELEZIONI PROVINCIALI 2009
INDICE:
1. Premessa;
2. Introduzione;
3. L′autonomia e la “Bellunesitá”
4. La Provincia di Belluno come riferimento per il territorio;
5. Economia e Lavoro;
6. Il turismo e le infrastrutture;
7. La valorizzazione dell′Ambiente, la Caccia e la Pesca;
8. Sanitá, Sociale e Famiglia;
9. Sicurezza e Legalitá
10. Volontariato;
11. Scuola e universitá
12. Politiche Giovanili;
13. Organizzazione dell′ente.
1.
PREMESSA
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Siamo fermamente convinti che un programma non vada costruito a tavolino, ma ragionato
incontrando il territorio. Ed é questo ció che vogliamo fare, approfittando delle
diverse occasioni di incontro con i cittadini che questa campagna elettorale ci offre, per arricchire
quanto giá raccolto e di seguito sintetizzato.
2.
INTRODUZIONE
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“No alla provincia dei doppioni, si alla provincia del dialogo!”
La Provincia di Belluno, in considerazione anche della vastitá ed eterogeneitá del territorio
amministrato, necessita di un cambio di marcia che puó avvenire solo attraverso la costruzione di un
modello amministrativo orientato alla politica del Fare, abbandonando le logiche propagandistiche
di questi ultimi anni.
Il rinnovo dell′amministrazione provinciale cade inoltre in un momento particolarmente difficile dal
punto di vista socio economico.
In quest′ultimo anno in particolare, si registrano nei nostri territori gravi fenomeni di crisi
economica ed occupazionale esasperati da problemi e criticitá preesistenti del nostro sistema
territoriale.
Il tutto avviene in uno scenario mondiale in cui si evidenziano i limiti di un modello di sviluppo
incompatibile con le piú elementari regole dell′economia reale.
In questo quadro, appena accennato, occorre definire certamente un nuovo progetto per questo
territorio ed i suoi abitanti che, tenendo conto dei problemi attuali, individui soluzioni capaci di dare
risposte all′inquietudine di tutti i settori sociali ed economici, prospettando un futuro sostenibile
anche dal punto di vista ambientale e compatibile con il miglioramento della qualitá della vita di
ogni cittadino.
Un futuro in cui al centro delle comunitá di montagna e delle scelte che la governano ci siano i
diritti della persona nel rispetto dei ruoli e dei valori della nostra tradizione della nostra
storia.
Per questo é indispensabile un forte rinnovamento istituzionale improntato sulla politica della
concretezza, del fare e della vera condivisione nelle scelte.
3.
L′AUTONOMIA E LA “BELLUNESITÁ”
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Il tema dell′autonomia non deve essere uno slogan ma un principio su cui fondare il futuro della
Provincia di Belluno. É un′altra volta attraverso la condivisione con tutti gli enti
locali che si possono raggiungere i veri risultati. Occorre poter decidere autonomamente in merito
alla gestione del territorio, occorre attivare un tavolo permanente per definire le diverse esigenze
dei vari comuni e istituzioni; Occorre favorire l′aggregazione degli enti (in primis la
fusione dei comuni), finalizzata ad una razionalizzazione delle risorse, ma soprattutto ad un
miglioramento dei servizi per i “cittadini-utenti”. Occorre poi recuperare il tempo perduto
nella gestione dei rapporti con la Regione Veneto affinché si possa addivenire ad una formula
di autonomia che sostenga veramente il territorio montano della Provincia di Belluno. É una
partita ancora tutta aperta ma ormai indifferibile.
4.
LA PROVINCIA DI BELLUNO COME RIFERIMENTO PER IL TERRITORIO
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Gli enti locali devono vedere nell′istituzione provinciale un interlocutore credibile, capace di farsi
coordinatore delle esigenze del territorio e di intraprendere le strade della concertazione con i vari
enti, in primis la Regione Veneto ed il Governo Centrale, rappresentando le esigenze anche delle
realtá piú piccole e marginali, nonché delle aree di confine. Occorre uscire quanto
prima dall′attuale modello autoreferenziale per andare verso un approccio di tipo partecipativo dove
la vera forza é rappresentata dalla condivisione delle decisioni.
5.
ECONOMIA E LAVORO
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L′Ente Provincia ha il preciso dovere di rappresentare in questo momento piú che mai il
catalizzatore dei bisogni delle imprese e delle famiglie. Deve necessariamente trasformarsi in una
sorta di unitá di crisi per l′economia, il punto di incontro, di dialogo e di iniziativa comune
di tutte le forze politiche, economiche e sociali nello sforzo di affrontare i problemi dell′economia
e de lavoro.
Serve una guida forte e decisa, in grado di intraprendere soluzioni condivise ed efficaci per il
territorio montano, in grado di preservare e valorizzare ogni iniziativa economica giá in essere, ma
nello stesso tempo capace di volgere il proprio sguardo anche al futuro.
Dobbiamo, in maniera condivisa, andare verso una visone strategica della Provincia di Belluno,
disegnando insieme la provincia del 2050, per andare verso modelli di sviluppo che reggano la
competizione dell′era globale garantendo alle nostre valli e ai paesi di montagna non solo la
sopravvivenza ma un nuovo modello di sviluppo, puntando prima di tutto sull′esportazione di ció
che abbiamo di inimitabile: il nostro territorio.
Bisogna altresí salvaguardare le attivitá commerciali periferiche in quanto un piccolo
negozio é un servizio sociale piú che un′attivitá imprenditoriale.
6.
IL TURISMO E LE INFRASTRUTTURE
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Il territorio della Provincia di Belluno é dotato di opportunitá turistiche invidiabili
con un′offerta veramente eterogenea: le piú belle montagne del mondo, i laghi, i percorsi
della grande guerra, i percorsi della memoria del Vajont, solo per citarne alcuni. Dobbiamo creare un
modello di gestione del turismo, in particolare vedendo il territorio non come una realtá frammentata
ma come un unico istema, capace di offrire soluzioni differenziate agli sportivi, gli anziani, i piú
giovani, coltivando anche le filiere dell′agricoltura, dei prodotti tipici, dei wellness center.
Occorre mettere il turista nelle condizioni di poter visitare tutto il territorio offrendo soluzioni di
mobilitá efficaci, rendendo piú agevole sia il raggiungimento della Provincia, dal
Veneto piuttosto che dall′estero, sia la mobilitá al suo interno, in una logica di
integrazione tra il reticolo ferroviario, le arterie interprovinciali e le piste ciclabili.
La Provincia dovrá intervenire per qualificare il turismo con servizi ed accoglienza che rendano
competitivi i nostri luoghi rispetto ai territori concorrenti ed attraverso anche un piú stretto
legame con le associazioni di categoria.
7.
LA VALORIZZZIONE DELL′AMBIENTE, LA CACCIA E LA PESCA
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Occorre promuovere azioni informative capillari, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado sui
grandi temi dell′ambiente e dello sviluppo sostenibile in merito al risparmio energetico, alla
raccolta differenziata, salute, ambiente e territorio, anche con la collaborazione di Associazioni di
volontariato attive sul territorio (Gruppi Scout, Gruppi Parrocchiali, Associazioni Sportive,
Culturali ecc.)
Questo non solo per mantenere inalterato lo splendido ambiente in cui viviamo, ma per permetterne
sempre di piú la miglior valorizzazione. Esempio é la gestione dell′acqua, rispetto
alla quale dobbiamo esigere il mantenimento del minimo deflusso vitale dei fiumi e torrenti. Inoltre, per
diversi motivi i laghi sono spesso ad un livello molto basso, con gravi danni per i pescatori e per il
turismo poiché le sponde rigide o melmose costituiscono un grave pericolo. É, questa, una
situazione assolutamente da rimuovere.
In funzione di questo magnifico ambiente la caccia é per tradizione un′attivitá amata, e
i cacciatori di norma persone amanti delle nostre montagne ed interessati alla loro conservazione.
La provincia di Belluno, stante le peculiari caratteristiche del suo territorio, deve rafforzare la sua
autonomia gestionale e deve quindi sentirsi impegnata ad operare con primario rispetto per la
conservazione delle numerose specie presenti, identificanti il paesaggio alpino,
cosí come i suoi cacciatori hanno sempre dimostrato di saper fare.
Sotto la supervisione della Provincia é possibile accrescere la loro autonomia decisionale in
relazione alla gestione dei piani di abbattimento, nuove associazioni, concessione dei permessi,
rapporti con i soci anche tramite un adeguamento regolamentare. Va promossa inoltre ogni forma di
collaborazione e coinvolgimento delle riserve nella gestione anche piú ampia di rapporti con il
mondo esterno alla caccia per una sempre maggior loro qualificazione.
Allo stesso modo la pesca assume una funzione importante sia come attivitá ricreativa per i
residenti, sia in termini di attrazione turistica. La Provincia, tramite i Bacini, é quindi impegnata a
garantire l′ottimale presenza di fauna ittica nei corsi d′acqua ed assicurare una
gestione equilibrata, coerente per i propri obiettivi programmatici.
8.
SANITÁ, SOCIALE E FAMIGLIA
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La sanitá é di competenza regionale, ma proprio per la sua specificitá territoriale
la Provincia ha il diritto-dovere di pretendere il rispetto delle pari opportunitá in un settore
cosí delicato e importante. L′ampiezza territoriale, l′elevata presenza di
popolazione anziana, l′oggettivo aggravio di costo sopportato rispetto alle aree di pianura, i maggiori
tempi di accesso alle strutture ospedaliere, devono comportare - pur risultando giá differente la s
pesa pro-capite - una costante considerazione. Nel sottolineare che primaria attenzione va comunque riservata
alle esigenze del malato, é necessario consolidare una rete integrata tra le strutture ospedaliere
provinciali di Belluno e Feltre con tutti gli ospedali periferici minori di Agordo, Cortina, Lamon, Pieve di
Cadore e Auronzo, nonché con i centri specialistici regionali in grado di fornire prestazioni
qualitativamente elevate.
Il sociale é per sua natura attivitá principalmente di competenza di Regione e Comuni.
Ció nonostante, ed anzi in virtú di questo, la Provincia deve essere un ente in grado
di tutelare e rappresentare le piccole realtá montane, favorendo la nascita di sinergie e
progettualitá comuni, indirizzando gli sforzi verso il riconoscimento delle differenze e delle
problematicitá che possono incontrare i servizi alla persona nelle aree montane, facendo quindi in
modo che anche nei contesti piú piccoli gli standard di assistenza alle persone anziane o
non autosufficienti siano rispettosi della dignitá della persona ed a costi economicamente sostenibili.
Nella stessa ottica sistemica, dobbiamo investire in politiche famigliari capaci non solo di
mantenere le famiglie sul nostro territorio, ma di garantire a chi desidera dei figli la
serenitá sociale ed economica necessaria, con una particolare attenzione alle famiglie numerose.
Questa sfida parte dalle politiche sociali ma attraversa trasversalmente la nostra visione di politica,
delle poliche del lavoro, all′economia, i trasporti, lo sport.
9.
SICUREZZA E LEGALITÁ
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In questi ultimi anni é oggettivamente aumentato anche nella nostra provincia il senso di insicurezza
dei cittadini, alimentato da diffuse situazioni di microcriminalitá e da una presenza crescente di
immigrati clandestini.
La Provincia puó ben contribuire alla razionalizzazione degli interventi, cosí come ha l′
obbligo di produrre una azione incisiva verso i ministeri competenti per assicurare alle Forze dell′
Ordine sedi e dotazioni di personale e mezzi corrispondenti alle effettive esigenze del territorio, sanando
l′attuale situazione di oggettiva precarietá che alimenta spesso fenomeni spot come quello
delle ronde, che oltre a non apportare nessun beneficio alla sicurezza del territorio contribuiscono
ad aumentare l′insicurezza in cui vivono i cittadini; bisogna invece favorire la realizzazione
di sistemi di videosorveglianza diffusa a tutela della sicurezza dei cittadini
10.
VOLONTARIATO
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Da sempre il volontariato é uno dei campi nel quale la societá civile esprime se stessa ed
i propri valori: l′attenzione alle fasce di popolazione piú disagiate, il coinvolgimento
personale nelle diverse situazioni, la gratuitá, la solidarietá, l′impegno civile.
Ieri un volontariato fondato sulla spontaneitá, sull′iniziativa dei singoli; oggi piú
formato, piú consapevole delle situazioni di disagio e di sofferenza sociale che, peraltro,
evidenzia alcune criticitá in quanto l′etá media dei volontari si alza sempre di
piú ed in modo preoccupante, vi é uno scarso ricambio generazionale e il numero delle
persone impegnate nel volontariato é da tempo stabile.
Nel riconoscere l′alto valore della sussidiarietá orizzontale, spetta alla Provincia promuovere,
valorizzare, sostenere, qualificare e supportare il volontariato bellunese nelle sue diverse
espressioni, consolidando la cultura solidaristica, la rinnovata attenzione per l′impegno nei
confronti dei piú deboli e la partecipazione attiva, soprattutto dei giovani.
11.
SCUOLA E UNIVERSITÁ
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Nell′ambito della scuola la Provincia dovrá incrementare gli sforzi nell′orientamento,
supplendo anche ai tagli del governo centrale, perché questo é fondamentale al benessere
dello studente, e contribuisce anche da deterrente verso il bullismo ed il disagio giovanile. É
importante poi che quest′azione sia sinergica rispetto all′avviamento al lavoro, nel quale
la Provincia dovrá raccogliere la sfida dell′adeguamento degli orientamenti formativi
alle offerte lavorative esistenti sul territorio. In questo senso sará di fondamentale importanza
il dialogo con associazioni di categoria e i rappresentanti delle realtá produttive locali.
Per quanto riguarda l′Universitá é importante che non si ripetano errori del passato:
l′Italia non ha bisogno di un ateneo per ogni provincia, e la nostra provincia non ha bisogno di grosse
strutture da mantenere. Abbiamo bisogno di giovani che se meritevoli possano frequentare corsi di alta
formazione, in Italia ed Europa, sufficientemente sostenuti dal punto di vista economico se in
difficoltá, perché possano apprendere e tornare sul nostro territorio con il loro bagaglio
culturale. Ben venga, viceversa, l′attivazione di corsi universitari e/o master se strettamente
legati alle esigenze del territorio, possibilmente frutto di sinergie pubblico/privato.
12.
POLITICHE GIOVANILI
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L′analisi del contesto provinciale sottolinea il bisogno di aggregazione e di iniziative che vedano i
giovani protagonisti e coinvolti in modo partecipato nei progetti.
L′importanza di intervenire sull′intero territorio provinciale, con una progettualitá
a tutto campo, volta a valorizzare la creativitá dei giovani, la loro aggregazione e partecipazione
nelle attivitá di gestione del proprio tempo libero, trova conferma in diverse ricerche e studi
condotte a livello locale e regionale, oltre che dai lavori di stesura dei Piani di Zona delle due Ulss.
Risulta di particolare importanza garantire un adeguato accesso dei giovani alle opportunitá di
partecipazione nella definizione delle politiche e degli interventi sociali, allo scopo di rafforzare il
coinvolgimento di reti di giovani anche al di fuori delle strutture organizzate.
Di concerto con i comuni e gli enti locali, l′Amministrazione Provinciale dovrá promuovere la
mobilitá giovanile, in sicurezza, soprattutto tra vallate diverse; garantire, nell′ottica della
sussidiarietá verticale e del protagonismo giovanile, la possibilitá per i giovani di presentare
progettualitá autonome; facilitare la maturazione dei giovani, favorendo l′imprenditoria
giovanile, particolarmente quella legata all′artigianato, all′agricoltura e alle attivitá
e tradizioni tipiche del nostro territorio; favorire l′accesso alla casa per le giovani coppie,
attraverso apposite sinergie con gli istituti di credito.
13.
ORGANIZZAZIONE DELL′ENTE
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É necessario procedere con una ristrutturazione organizzativa dell′Ente. Bisogna partire dal
modello attuale per valorizzare le competenze reali, ma andando progressivamente verso una
maggiore disponibilitá e funzionalitá amministrativa verso i cittadini e utenti.
